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sabato 25 marzo 2017

martedì 21 marzo 2017

Pollo al curry

Un'altra videoricetta per stupire i vostri ospiti; molto utile se il tempo a disposizione é veramente poco..


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Come avrete potuto notare, ultimamente mi sto approcciando a generi culinari e culture diversi: da sempre incuriosito dai sapori decisi delle spezie che caratterizzano sopratutto paesi come l'India!
Nel caso specifico ho utilizzato il curry (consapevole del fatto che, acquistandolo al supermercato, non sia la migliore qualità concepita nel pianeta) una miscela di spezie in differenti composizioni, in base alle diverse preferenze. Nel gergo comune Indiano, in realtà, questo mix di spezie viene denominato Masala, composto maggiormente dalla curcuma che rende il colore tipicamente dorato e spesso troviamo: pepe nero, cumino, coriandolo,cannella, senape ecc.

Ovviamente il termine Occidentale CURRY, proviene della stessa spezia che viene utilizzata per la miscela, ma questa dicitura deriva dalla molto spesso errata tradizione inglese, in quanto non sempre veniva utilizzata!

lunedì 20 marzo 2017

-SUSHI PARTY-idea per il tuo compleanno

                                          


Per il mio 22esimo compleanno ho organizzato un party con amici all'insegna del sushy!
Con questo video vi racconto brevemente la serata...buona visione!



mercoledì 15 febbraio 2017

LA PIRAMIDE ALIMENTARE, STILE DI VITA SANO

Nel 1992 negli USA venne per la prima volta introdotta la cosi detta <PIRAMIDE ALIMENTARE>, poi rivisitata nel 2005, apportando sostanziali cambiamenti.
Nella versione iniziale, la piramide era formata da:
-cereali e derivati,
-verdura,
-frutta,
-latticini,
-carne, pesce, uova,
-grassi e dolci.
Successivamente, la sostanziale modifica, è stata quella di suddividere le macro-categorie ognuna con un colore diverso.
Tutto questo nasce dall'esigenza di combattere e sconfiggere uno dei più grandi problemi legati al mondo alimentare: l'obesità e la malnutrizione. Così, per orientare la popolazione a comportamenti alimentari più salutari, il Ministero della salute ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di elaborare un modello di dieta coerente con lo stile di vita e le tradizioni del nostro paese.
Nasce la piramide settimanale dello stile di vita italiana, un elaborato dell'università dell'alimentazione della Sapienza di Roma, sulle quantità di cibo da consumare ogni giorno sulla base della QB (quantità di benessere).



Alla base di quella italiana troviamo sicuramente gli ortaggi, da consumare in media 5-6 volte al giorno avendo un ridotto contenuto calorico e forniscono al nostro organismo acqua, proteine, carboidrati, vitamine, minerali, fibra e phytochemicals.
Al piano successivo, non può mancare il pane, il riso e la pasta, ed è proprio su quest'ultimo che mi voglio soffermare; la sua storia è molto antica e ricca di aneddoti che hanno inizio 7000 anni fà, quando l'uomo abbandono la vita nomade e si concentrò sull'agricoltura e quindi la lavorazione dei prodotti che ne venivano fuori. Già ai tempi di Cicerone e Orazio, 100 anni prima di Cristo, esistava la lugana che era una sorta di spaghetto per la forma, composta da grano e acqua. Per  molto tempo, erroneamente, si è attribuita la scoperta della pasta a Marco Polo di ritorno da un viaggio in Cina, ma successivamente smentita da varie testimonianze e documenti scritti come quello del 1154 del geografo arabo Al-ldrin che già menziona in Italia la "TRIYAH", cibo di farina a forma di fili, che si confezionava a Palermo, quindi presumibilmente città natale; è ricca di amidi e con un discreto contenuto di proteine. La piramide consiglia il consumo unitario giornaliero e quindi massimo di 8 volte settimanali, però comunque tutti dati orientativi da prendere in considerazione con le dovute precauzioni.

domenica 5 febbraio 2017

venerdì 3 febbraio 2017

Vecchia roma


Tappa obbligatoria per chi vuole gustare un piatto della tradizione romana DOC, l'amatriciana!
Il locale in questione si chiama "Trattoria Vecchia Roma", in via Ferruccio a Roma appunto, e ormai da anni rende unici i suoi piatti con semplicità nel rispetto della tradizione. 
L'unica innovazione, criticata da alcuni (poi spigheremo il motivo), è la mantecatura nello sformato di pecorino romano, che viene precedentemente infiammato con alcool per permettere alle pareti del formaggio di cedere profumando e insaporendo. Il contesto è sicuramente piacevole, rustico e adeguato anche al genere di cucina adottato...sostanzialmente nulla da dire, consigliatissimo!! Sfrutto questa mia recensione per discutere su un argomento che ultimamente ha fatto molto discutere il parterre di appassionati di cucina: stiamo appunto parlando di quanto ,questo genere di mantecatura in sformato di pecorino o Grana , sia più o meno igenica, o c'è addirittura chi dice nociva! E bene si, molti non sanno, o meglio, non considerano che la stessa forma di pecorino che viene utilizzata coreograficamente per il nostro servizio, prima di arrivare a termine della sua vita e considerarla ormai 'svuotata', avrà sicuramente assistito ad almeno 10, 15 o addirittura 20 giornate dove le veniva praticata la stessa e medesima nostra tortura. Uso questo termine estremo, in quanto viene a mancare per me una caratteristica fondamentale, cioè del rispetto della materia prima, Lo sformato, a fine servizio, dovrà sicuramente essere privato dei residui che in esso si sono per forza di cose depositati.; quindi verranno prima lavate, poi raschiate e infine messe nelle celle frigorifere per riutilizzarle nuovamente. In queste condizioni automaticamente si formeranno muffe alteranti, modificando il prodotto dal punto di vista organolettico(odore, sapore, colore e consistenza). Queste sono ovviamente visibili, il che è sicuramente un vantaggio in quanto facilmente individuabili e quindi semplici da eliminare raschiando la superficie o tramite panni. Il problema che non viene considerato è che le muffe sono maggiori anche sotto il primo strano visibile. Queste nella maggior parte dei casi sono innocue, ma ci può anche essere la formazione di microtossine, sostanze talmente tossiche,  da essere capaci di inquinare le derrate alimentari e non solo, risultando quindi molto pericolose per la salute dell'uomo.
Quindi si alla tradizione, si a questo modo di fare cucina in quanto sicuramente bello e indubbiamente buono, ma rifletterci sempre su, non fa mai male!



Una serata giappo(nese)!

Essere cultori del cibo vuol dire predisporsi a qualsiasi genere di cultura gastronomica, diversa dalla nostra! Amo pensare che il buon cibo si celi in ogni parte del nostro pianeta, questo solamente mediante la capacità che ognuno di noi ha di immedesimarsi nella cultura locale , fondamentale per non incorrere nel tranello di giudicare negativamente una pietanza solamente perchè lontana dai sapori soliti e familiari.
Oggi infatti vi propongo un "breve viaggio" in giappone...all'insegna di sapori forti, agro-dolci e prelibati allo stesso tempo.
Uno dei piatti che sicuramente preferisco  è il Ramen che, a onor del vero, è un piatto nato in Cina, ma è entrato ormai anche nella cultura giapponese. Gli ingredienti base sono spaghetti di frumento con brodo, nel mio caso di manzo, e la piacevole sensazione in bocca della croccantezza di verdure, come carote e zucchine, tagliate a julienne, che vengono leggermente scottate a fiamma viva. Come si evince dall'immagine, in superficie viene usato come 'guarnizione' un uovo con semi di papavero, e altra componente sono i germogli di soia.
Ovviamente il luogo comune è quello di accostare il pesce crudo alla cucina giapponese, che ovviamente non può mancare in una serata all'insegna della stessa. 
Quindi non potranno sicuramente non esserci i nigiri di: gambero, tonno, salmone e anguilla alla griglia, il tutto accompagnato con una ottima salsa di soia, che rende davvero il tutto speciale. Personalmente, l'utilizzo delle bacchette, in sostituzione delle tradizionali posate, diventa un'esperienza sempre ardua per chi, come me, frequenta raramente il genere.




Nonostante quanto detto, potendo trarre le mie personali conclusioni a riguardo, penso che il vero re sia il riso; la cottura e il trattamento utilizzato lo fa padrone della scena e si rende responsabile di un buon 70% della riuscita dei piatti in cui è protagonista. Ovviamente per giudicare un ottimo ristorante giapponese drovemo sicuramente essere bravi a saper porre a giudizio anche la qualità del pesce e infine l'atmosfera che rende il tutto caratteristico e un ottimo compagno per questo viaggio culinario orientale.